La tigre è tigre – Intervista al M. Roberto Sergi

Abbiamo incontrato il Maestro Sergi, uno degli allievi diretti del M° Zhang Du Gan, che vive e insegna Ba Gua Zhang gong fu a Torino. Con ormai trent’anni di pratica marziale è uno dei maestri più anziani della nostra associazione, ed è allievo interno del Maestro Zhang Du Gan. Lo abbiamo intervistato spaziando a tutto campo, dalla filosofia marziale al nuovo corso che sta aprendo alla palestra Kombat Sport di Moncalieri.

Buonasera maestro, la tua biografia ci racconta una lunga carriera marziale, puoi spiegarci come sei arrivato al Ba Gua Zhang?

Il M° Sergi al sacco

Ho cominciato a studiare il kung fu con Roberto Bocchi della scuola del M° Shin Dae Woung nel lontano ’89. Sono sempre stato incuriosito dal Ba Gua Zhang, perché il maestro Shin ne parlava sempre bene, però di fatto nella nostra pratica non c’era; su una seduta di allenamento di circa due ore di cui era composta la lezione c’era un accenno di camminata in cerchio che durava dieci minuti. Mi rimaneva sempre questo pensiero ricorrente: perché il maestro nomina spesso la grande efficacia di questo stile così importante e poi si limita a dieci minuti di pratica? Per questo, mentre continuavo a studiare il gong fu cercavo qualche maestro che praticasse solo Ba Gua Zhang. All’epoca però non c’era altro, i pionieri del gong fu in Italia erano dagli anni settanta Shin Dae Woung e Chang Su Yao, e c’era poca informazione. Successivamente sono arrivato a conoscere il maestro Park Bok Nam e l’ho seguito a Padova e a Ginevra fino ad arrivare a studiare per un mese con lui a Richmond. Dopo il mio rientro in Italia ho sentito parlare di un maestro che viveva in Italia e faceva Ba Gua Zhang; sono andato a Firenze a fare un seminario. Quando all’inizio del seminario l’ho visto muovere la schiena mi si è aperto un mondo davanti. Mi sono innamorato. Questi era il maestro Zhang Du Gan. Il mio arrivo al Ba Gua Zhang è questo, da allora, era il 1996, continuo a studiare e praticare con lui.

Molto interessante, quindi non hai fatto, come molti altri, il percorso attraverso gli stili interni, studiando TaiJiQuan, alcuni anche XingYiQuan. Provieni direttamente dal gong fu “esterno”.

La cerimonia di Baishi col M° Zhang Du Gan

È così. Shin Dae Woung insegnava principalmente Tang Lang Quan e Shaolin, aveva studiato con più maestri e aveva creato uno programma unico dove c’era un po’ di questo e un po’ di quello; c’era anche un po’ di Tai Ji Quan con un lignaggio non molto chiaro, però ripeto: il Ba Gua Zhang mi ha sempre affascinato e per fortuna sono riuscito a trovarlo, trovarlo veramente, con il maestro Zhang Du Gan, alla fine di una lunga ricerca.

Hai avuto sicuramente tenacia e fortuna. Molti però non credono nella pratica e nell’insegnamento di un solo stile nelle arti marziali, al contrario credono che mettendo insieme conoscenze di diversi stili si possa raggiungere un livello superiore. Tu che al contrario pratichi e insegni solo Ba Gua Zhang cosa ne pensi?

Ho iniziato a insegnare all’età di 21 anni e anche io insegnavo più stili. Continuavo a studiare con il mio mentore Roberto Bocchi e ho cominciato a insegnare nella sua palestra quel che avevo appreso: Tang Lang, Shaolin etc.. Poi ho inserito il Ba Gua Zhang e l’ho insegnato insieme agli altri stili per un po’, finché ho sentito l’esigenza di approfondire quest’ultimo. Più lo approfondivo e più mi passava l’entusiasmo per gli altri stili, finché ho capito qual era la mia strada: fare una cosa sola fatta bene. Forse non basta tutta una vita per studiare uno stile, farne tanti diventa complicato. Sono contento se qualcuno ci riesce ma non fa per me.

Ma quale credi che sia stata la ragione determinante per la tua scelta?

La pratica per portare i colpi

Credo che sia una questione prettamente pratica. Le arti marziali sono nate per combattere, quindi per me è impensabile praticare un’arte marziale e non essere in grado di portare dei colpi e difendersi. Molte scuole ora fondano la loro pratica sull’esecuzione di 20-30 forme (dao lu (道路) in lingua cinese), ma poi sono prive di applicazioni marziali efficaci. Siccome col maestro Roberto Bocchi abbiamo praticato per molto tempo anche la kickboxing e il pugilato ho avuto sempre uno spirito un po’ combattivo. Nei metodi di gong fu più diffusi non riscontravo l’applicabilità, mentre studiando a lungo col maestro Zhang mi sono reso conto che la base del movimento nel nostro Ba Gua Zhang discende dalla tecnica di combattimento. Nel Ba Gua Zhang l’allenamento è davvero marziale come secondo la tradizione, le tecniche sono applicabili, c’è lo sparring, il sacco, l’imparare a portare i colpi.

Quindi è una questione di efficacia…

La pratica del nian shou

Sicuramente. Su questo aspetto il maestro che mi ha colpito e mi ha davvero fatto innamorare dello stile (perché nelle arti marziali credo sia una questione di amore) è lui (Zhang Du Gan); ho trovato l’efficacia che cercavo in questo metodo e mi ci sono dedicato totalmente. Avessi trovato qualcos’altro chissà… posso parlarti solo del presente.

Mentre la divisione tra stili esterni ed interni non è rilevante.

Ti rispondo con il maestro Zhang Du Gan stesso. Un giorno proprio mentre si parlava di stili esterni e stili interni mi ha detto: “la tigre è tigre, cosa fa, stile interno o stile esterno?”. I movimenti della tigre sono studiati nel Ba Gua Zhang, nello shaolin e in molti altri stili, i percorsi sono diversi ma l’obiettivo è comune, certamente non è l’atletismo del movimento che interessa a un praticante di Ba Gua, non siamo qui a fare salti mortali e capriole, si dice che lo stile interno lavora per assorbire la forza dell’avversario con un movimento molto morbido, si potrebbero fare lunghi discorsi su questo argomento, però ripeto: “la tigre è tigre”.

Molto chiaro grazie maestro, per scendere più nel dettaglio, quali sono gli elementi più importanti del tuo insegnamento?

Ovviamente lavoriamo tanto sui fondamentali, è la cosa principale, perché se mettiamo delle buone fondamenta il nostro pal

La pratica del chuan zhang

azzo può crescere in altezza anche smisurata. L’aspetto più importante del Ba Gua Zhang è la famosa camminata in cerchio, alla quale dedichiamo molto tempo: se ho a disposizione una sola ora, quaranta minuti li dedico alla camminata in cerchio, poi agli esercizi del “Chuan Zhang” che sono la preparazione al combattimento.

Il Ba Gua Zhang però ha anche un settore di pratiche dedicate alla salute, che hanno un effetto benefico per chi le pratica. Tu quale spazio riservi per questo aspetto?

C’è meno spazio rispetto alle cose che ho detto, il camminare in cerchio e il Chuan Zhang, ma non sono trascurati: per avere una buona prestazione e sviluppare efficacia è importante che il corpo sia sano e vigoroso. Ci sono per questo esercizi di respirazione e circolazione energetica che supportano tutto il resto. Il Ba Gua Zhang ha tre settori fondamentali: la camminata in cerchio, il chuan zhang che è l’aspetto combattivo e il settore per la salute, il “Qi Gong” del Ba Gua che noi chiamiamo Yang Shen Gong. Questi sono i settori della nostra pratica; quando facciamo lezione in palestra la sera lavoriamo soprattutto sui primi due, mentre quando ci troviamo all’aperto, di solito nei fine settimana, soprattutto la domenica mattina, diamo più spazio al lavoro energetico, perché il mattino è il momento più adatto, quando avviene il passaggio tra l’energia yin della notte e quella yang del giorno, è tradizionalmente il momento migliore per rigenerarsi ed accrescere l’energia.

Il M° Sergi con alcuni dei suoi allievi

Parliamo ora della diffusione del Ba Gua Zhang: in Cina è considerato tra i più importanti stili di kung fu mentre in Italia è soprattutto conosciuto tra gli amanti delle arti marziali e meno noto al grande pubblico, perché secondo te?

Il Ba Gua Zhang è molto famoso in Cina perché era praticato dalle guardie imperiali, fino alla caduta dell’impero era lo stile della città proibita come si può vedere dalla storia dei maestri della nostra genealogia. In Italia ha preso piede negli ultimi 15-20 anni perché in precedenza non c’era uno scambio di informazioni sufficiente e i pionieri del kung fu in Italia non lo praticavano. In Cina ci sono oltre 300 stili differenti, la diffusione nel resto del mondo spesso era una casualità.

Ma ci sono anche delle ragioni legate allo stile stesso? Si può considerare più difficile di altri?

Difficile fare dei paragoni. Come per tutti gli altri stili il Ba Gua Zhang ha un programma in cui ci sono livelli di base, intermedi e avanzati. Si dice che venisse insegnato solo a chi aveva già esperienza in altri stili di kung fu. Se c’è una differenza tecnica nel Ba Gua, sta nel fatto che i movimenti che facciamo sono eseguiti mentre si cammina e far esplodere dei colpi mentre ci si sposta è più difficile, tuttavia è stato creato da un uomo, per quanto straordinario fosse, ed è una pratica accessibile a tutti, con un po’ di impegno e passione si possono ottenere buoni risultati. Ovviamente come in tutte le cose maggiore è la pratica maggiori i risultati.

Per quale tipologia di persone è più adatto il Ba Gua Zhang, a chi lo consiglieresti?

Si può consigliare a tutti, bambini, adulti, anziani, uomini e donne, non ci sono limiti. Ognuno lo può praticare adattandolo alle sue caratteristiche, seguendo un percorso che è quasi standard ma sulla base delle qualità e della personalità del praticante. Secondo me davvero è adatto a tutti.

Bene, concludiamo con il tuo nuovo corso, in uno spazio tutto dedicato alle arti marziali. Quali sono i punti di forza?

Nella maggior parte delle palestre ci sono corsi di arti marziali ma sono solo una piccola parte, di solito sono concentrati sul fitness. In questa palestra invece si praticano solo arti marziali e sport da combattimento quindi la mentalità degli utenti è più vicina alla mia. Oltre alla bellezza della palestra poi ho trovato un feeling particolare con chi gestisce il posto, ci siamo subito trovati d’accordo ed è stato naturale far partire questa esperienza alla Kombat Sport di Moncalieri.